Il lato oscuro degli stadi in Turchia: ritardi e rinvii, il caso Yeni Eskisehir Stadi

Lungaggini, burocrazie, ostacoli di vario tipo, ritardi e soprattutto giochi politici: il lato oscuro della politica del TOKI e dei nuovi stadi in Turchia è rappresentato da una serie di contrattempi, oltre che da una selezione quantomeno ‘dubbia’ di diversi progetti, valutati (come spesso capita) con due pesi e due misure.

IL CASO ESKISEHIR – Ad Eskisehir, ridente cittadina nell’ovest della nazione, giocano i rossoneri di Michael Skibbe. Dotati di una delle tifoserie più fedeli ed accese del paese, l’Eskisehirspor si è distinto per essere una delle realtà più interessanti del calcio turco, quasi sempre in Super Lig negli ultimi anni. Tra le mura amiche dell’obsoleto Eskisehir Ataturk Stadi (ve ne riparleremo sempre nell’appuntamento domenicale con Stadi), i rossoneri hanno costruito un ruolino di marcia invidiabile: la tribuna centrale, quasi sempre piena e coloratissima, è una delle più temute e rispettate dell’intero panorama calcistico turco. Alcune domande sul futuro del club però hanno portato l’Eskisehirspor a valutare la demolizione del vecchio impianto, in cui i rossoneri giocano ancora; nel frattempo il TOKI (ministero delle infrastrutture turco) ha approvato un avveniristico progetto, quello dello Yeni Eskisehir Stadi.

yeni eskisehir stadi

Yeni Eskisehir Stadi (stadimiz.com)

TEORIA… – Fin qui, tutto ok. Il TOKI ha applicato una politica che rivoluzionerà gli impianti sportivi in Turchia nei prossimi anni: Eskisehir avrà una cattedrale da 35mila posti, dove la tifoseria rossonera potrà finalmente godere di strutture all’avanguardia per supportare i suoi giocatori. Il progetto è a 4 stelle UEFA (la quinta non arriverà soltanto a causa della capienza), disegnato da HSY YAPI e costruito da ARAS INSAAT. Insomma, sembrerebbero esserci tutti i presupposti per seguire l’esempio della Torku Arena di Konya, almeno sulla carta. Proprio così, perché il progetto di Eskisehir ha subito una brusca frenata in corrispondenza delle ultime elezioni.

…E PRATICA – Il nuovo Eskisehir Stadium avrebbe dovuto aprire entro la fine del 2015; la scadenza potrebbe ancora essere rispettata, ma le perplessità iniziano ad aleggiare sul cantiere del nuovo impianto dell’EsEs. La costruzione ha iniziato a rallentare, tra sospetti (derivati dall’esito negativo delle ultime elezioni per l’AKP, partito del Presidente della Repubblica Recep Tayyip Erdogan) e la realtà dei fatti. “Non ci sono stati molti progressi“, è l’opinione più diffusa del posto. Tra maggio e giugno è cambiato ben poco: ci aiuta in quest’analisi il sempre aggiornato sito stadimiz.com.

Lo stadio di Eskisehir a maggio.

Lo stadio di Eskisehir a maggio. (stadimiz.com)

Stadio di Eskisehir, giugno.

Stadio di Eskisehir, giugno. (stadimiz.com)

Tra maggio e giugno non sembra cambiato nulla: i lavori hanno bisogno di almeno sei mesi per portare alla luce l’imponente colosso rossonero. Il tutto si poteva aprire già ad inizio stagione 2015-2016, eventualità possibile nei casi di SivasAntalyaBursa che esploreremo nei prossimi appuntamenti di Stadi. Quest’oggi, però, era necessario scoprire anche il lato oscuro della pur sempre avveniristica politica del TOKI, che vede 51 stadi attualmente in costruzione (28) oppure in fase di progettazione (23).

PUNTI OSCURI – Perché a Smirne, cuore pulsante dell’economia turca nonché delle vaste tifoserie di KarsiyakaGoztepe (e del partito rivale CHP…), il TOKI ha misteriosamente concesso solo 15mila spettatori ad entrambi i nuovi progetti? Oppure, perché proprio alcuni cantieri del sud-est – dove il partito-rivelazione dell’HDP ha avuto il boom di voti alle elezioni – sono in fase di stallo completa, del tutto simile a quella di Eskisehir? Perché Istanbul BBAnkaraspor (ora BasaksehirOsmanlispor) – con il favore del partito di Erdogan AKP – hanno avuto uno stadio completamente nuovo nonostante non esistano nemmeno i tifosi dei rispettivi club? Oppure, perché l’ottimo progetto del Besiktas (Vodafone Arena) non è mai stato approvato dal TOKI? Di fatto, il club bianconero di Istanbul è risultato l’unico a dover pagare di tasca propria i lavori al nuovo impianto; una delle conseguenze indirette è la sanzione UEFA per il mancato rispetto del Fair Play Finanziario, oltre che l’assenza ormai pluriennale del Besiktas dall’albo d’oro della Super Lig.

DOMANDE – Le domande sono tante, i punti oscuri anche: non è tutto oro quello che luccica. Il cambiamento porta con sé anche questioni scomode e contraddizioni, il caso Eskisehir lo evidenzia bene. Inoltre le questioni di speculazione edilizia, spesso presenti quando si parla di nuovi progetti di questo tipo, volano e s’intrecciano alla perfezione con diversi dubbi sopra citati. Sperando che i lavori riprendano presto come si deve e che la tifoseria rossonera più calda della Turchia possa avere la sua meritata cattedrale da 35mila posti: vi terremo aggiornati e ve ne riparleremo tra qualche mese.

FUTURO – Il calcio turco, per crescere, ha davvero bisogno delle infrastrutture adeguate in tutta l’Anatolia. In questo, il progetto TOKI è assolutamente positivo e ricorda gli interventi statali in Inghilterra e Germania, che ora ne raccolgono i risultati. Ma presenta interrogativi da non sottovalutare: ritardi e rinvii sono all’ordine del giorno, i giochi politici pure. Anche se in Italia sarebbe davvero bello potersi lamentare di problemi simili: RomaMilan devono combattere contro ogni tipo di burocrazia anche solo per ottenere il terreno su cui costruire. E secondo alcuni il terzo mondo sarebbe la Turchia