Champions League: Beşiktaş umiliato a Kiev tra le polemiche

Bufera. A Kiev il tempo non è nemmeno pessimo, considerate le previsioni (si gela e la neve fa capolino a inizio match e a bordocampo) ma si gioca. La Dynamo non ha più nulla da chiedere al girone, mentre al Beşiktaş sarebbe servita una vittoria per passare il turno.

Nulla di questo accadrà. Un approccio molle da parte delle Aquile Nere di Istanbul costa caro ai ragazzi di Güneş: il Beşiktaş incassa una delle sconfitte peggiori della sua storia europea, e non mancano le polemiche. Già, perché l’episodio decisivo vede al centro della lente d’ingrandimento l’arbitro scozzese Craig Thomson, a dire il vero già pesantemente criticato a causa di diverse prestazioni discutibili in altri match UEFA. La decisione del fischietto va in controtendenza rispetto allo sviluppo dell’azione: la partita è già sull’1-0 per una Dynamo partita meglio, che si muove bene in campo e riesce a ripartire compatta in contropiede. Il match, però, dura solo 30 minuti. Perché un’azione spacca completamente la partita: Beck viene spinto da Derlis González e cade a terra, con Derlis che se lo ritrova davanti e finisce, di conseguenza, a terra a sua volta. La dinamica era chiara già in diretta ma la decisione di Thomson va controcorrente. Rosso a Beck, calcio di rigore e match indirizzato verso la Dynamo. La trasformazione dal dischetto da parte di Yarmolenko e la mancata reazione del Beşiktaş fanno il resto: il primo tempo finisce 4-0 per i padroni di casa, in seguito anche ad altri errori di Tosic (assolutamente rivedibile da difensore centrale, come nella prima frazione contro il Benfica).

L’intervallo è una valle di lacrime per le Aquile Nere. Fabri si asciuga il volto con la maglietta, in una delle sue peggiori notti da portiere. Incolpevole, a dire il vero, l’estremo difensore del Beşiktaş; ma protagonista, in negativo, di una notte che si trasforma in un incubo. Thomson espelle anche Aboubakar in avvio di ripresa (doppia ammonizione: tanto nervosismo per la punta camerunense), crolla l’ultimo baluardo del Beşiktaş in attacco e in 9 uomini è davvero difficile tenere botta a una Dynamo svuotata da ogni responsabilità. Gli ucraini, sempre in contropiede, trovano il 5-0. Nel finale il sesto gol, viziato da un netto fuorigioco (altro pesante errore della terna arbitrale di Thomson). Il talento di Yarmolenko sale in cattedra, e forse rimpiange un girone gestito abbastanza male dall’armata di Kiev, che in casa raccoglie solo questi 3 punti, inutili per proseguire il cammino continentale. Il Beşiktaş proverà a consolarsi (ma non sarà facile: spesso sconfitte di questa portata indirizzano un’intera stagione) con l’Europa League, a cui le Aquile Nere si qualificano in seguito al terzo posto nel gruppo, che in fondo era l’obiettivo iniziale della squadra al momento dei sorteggi. È costato caro l’approccio alla gara, al Beşiktaş, forse ancor più che l’inqualificabile arbitraggio (che sì, può far svoltare un match in determinate condizioni e può cambiarlo pesantemente). Braga l’anno scorso per il Fenerbahçe, Kiev quest’anno per i “cugini” bianconeri di Istanbul. Il calcio turco vive un’altra Caporetto, stavolta in Ucraina.

Dynamo Kiev-Beşiktaş 6-0 (9′ Basedin, 30′ rig. Yarmolenko, 32′ Buyalskiy, 45′ aut. Hutchinson, 60′ Sydorchuk, 77′ Moraes)
Benfica-Napoli 1-2 (60′ Callejon, 79′ Mertens, 87′ Jiménez)

Napoli 11 (Champions League – ottavi)
Benfica 8 (Champions League – ottavi)
Beşiktaş 7 (Europa League – sedicesimi)
Dynamo Kiev 5

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