Tra fango e neve il trionfo di Sneijder. Il Galatasaray elimina la Juventus

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Alla fine è così, clamoroso ma vero. La Juve paga gli episodi negativi, il Galatasaray segna e passa il turno. La gloria è tutta di Wesley Sneijder, trascinatore dei turchi nella partita che potrebbe dare la svolta alla loro stagione. Già, perchè il Gala è soltanto quarto nella Super Lig mentre la truppa di Conte sta dominando la Serie A. Ma in una partita pazza come questa le gerarchie non valgono: sono i campioni a fare la differenza. Così, sugli scudi da una parte uno strepitoso Carlos Tevez, a suo agio nonostante le condizioni disastrate del prato della Turk Telekom Arena, dall’altra parte l’imperiosa fisicità di Didier Drogba, che lotta con Bonucci Chiellini, impeccabili fino al momento della rete.

Diciamo la verità, il Galatasaray ha vinto quasi per caso, grazie ad un guizzo di gran classe di Wesley Sneijder. Inoltre, questa partita si trascinerà un mare di polemiche per il rinvio di ieri sera e il campo fangoso, immagine enfatizzata all’inverosimile dalla stampa nostrana, che stona con questo calcio turco in crescita. Hanno stadi e strutture che noi in Italia ci sogniamo, resta il campo fangoso ed impraticabile. Ma la Juventus non può aggrapparsi solo a questo: il fatto di andare a giocarsi la qualificazione a Istanbul implicava un rischio notevole. Sembra che a Torino abbiano sottovalutato il Gala e l’effetto di quell’ambiente straordinario.

Lì il Galatasaray è atteso dagli ottavi di Champions, con un sorteggio che offrirà sicuramente un avversario complicato. Ma Mancini stavolta ha lasciato il segno anche in Europa e la partita di oggi rappresenta il cardine di questo 2013/2014 per i Leoni. Chissà che i giallorossi di Turchia non possano continuare a stupire. Dalle caramelle di Felipe Melo (che ricorda il Corriere dello Sport al giorno dei sorteggi, che ha sottovalutato il Galatasaray definendolo una dolce “caramella”) alla pacatezza del coach italiano, le dichiarazioni post-partita danno grandissima forza ed unità alla squadra di Istanbul. Giustificabile il nervosismo di Antonio Conte ai microfoni: dal canto suo, è comprensibile la rabbia per aver giocato oggi nel fango piuttosto che ieri. A prevalere è però il fair play: ha deciso Sneijder ed è stato superiore agli attaccanti della Juve, imprecisi in zona goal. Ed è giusto così, come decide la più vecchia legge del calcio: vince chi fa rete. E tutto il resto appartiene alle chiacchere da bar – o di alcuni salotti televisivi che ancora dipingono la Turchia come il Terzo Mondo del calcio.

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