Europa League: Galatasaray-Lazio 1-1, poche speranze Cimbom

Alla fine di questa serata il Galatasaray ricorderà probabilmente soltanto la splendida coreografia organizzata dai suoi tifosi, gli ultrAslan. Un bellissimo drappo che raffigura una figura (padre/nonno – e un bambino): i due vanno verso la Turk Telekom Arena, sognando una serata di grande calcio.

SOFFERENZA – Quella che non hanno trovato stasera. Pochi spunti Cimbom, fin da subito chiusi nell’area da una Lazio combattiva e presente. La stagione di crisi degli uomini di Pioli continua: non è l’armata inarrestabile dell’anno scorso, 12 mesi avremmo senz’altro assistito ad una partita ben diversa (anche da parte del Gala). Le occasioni iniziano ad arrivare, ma è il Galatasaray a passare con il suo capitano Sabri Sarioglu, servito da un buon Ryan Henk Donk. L’olandese si gira su se stesso e sfrutta un clamoroso svarione della linea difensiva laziale, con Sabri tutto solo a ribadire in rete battendo Marchetti. L’1-0 dura poco, con Sergej Milinkovic-Savic lesto a battere Muslera di testa in mischia. La Lazio spinge, il primo tempo si chiude in parità ma la supremazia biancoceleste è piuttosto netta. Matri fallisce il raddoppio grazie a un sontuoso intervento di Denayer, senz’altro un ragazzo in crescita.

RIPRESA – Nel secondo tempo parte meglio il Gala, ma la sinfonia biancoceleste torna presto a pressare la poco consistente difesa Cimbom. Il pareggio va bene al Galatasaray, che non si sforza troppo per sfondare tra le linee laziali. E’ la formazione di Pioli a sfiorare il vantaggio in più di un’opportunità, ma dal canto suo Denizli butta nella mischia Bulut che troverà un ottimo colpo di testa poco alto sopra la traversa. Dall’altra parte sempre Matri sciupa da pochi passi un buono spunto offertogli dai compagni. All’Olimpico di Roma, tra una settimana, lo stato di forma di entrambe le squadre difficilmente sarà diverso. Sia Galatasaray che Lazio stanno affrontando un momento di crisi, ma il gol segnato in trasferta dà un buon margine ai biancocelesti che proveranno a gestire la partita. Missione difficile per i ragazzi di Denizli, che rischiano davvero di giocare l’ultima partita in una competizione UEFA prima della stangata attesa per fine mese. Galatasaray fuori dall’Europa, almeno per una stagione: così può decidere il Control Board della federazione continentale. Aspettando novità, giovedì prossimo si scenderà ancora in campo. Il Gala ha una speranza, che potrà concretizzarsi soltanto attraverso almeno una rete in trasferta. A Roma, città di un impero che non esiste più e che arrivava proprio fino a Costantinopoli.

POST SCRIPTUM – Giornata tesa in Turchia. Giornata di ricordo, nei confronti di chi non c’è più. L’ennesimo raccoglimento, accolto per fortuna dall’UEFA, un minuto di silenzio per le vittime di un altro barbaro attacco terroristico ad Ankara. La Turchia non ha pace, il Galatasaray ha provato a giocare anche per chi non c’è più. E come accaduto con il “miracolo” della qualificazione europea dedicata ancora ai morti nella capitale lo scorso ottobre, ora il Gala è riuscito a fare un piccolo passo (un pareggio comunque inatteso alla vigilia, con la Lazio favorita per una vittoria). L’atmosfera è stata raccolta, meno festosa del solito. A parte la coreografia, uno strano silenzio ha squarciato diversi momenti nella Turk Telekom Arena. Si riflette, si pensa, si spera che quanto accaduto possa non succedere mai più. E mentre la tensione cresce in un paese che amiamo, noi continuiamo a sperare di svegliarci, domattina, con notizie migliori. Che tutto finisca, una volta per tutte, nel migliore dei modi. La pace, un messaggio che il calcio turco (spesso additato come violento e arretrato) ogni tanto prova anche a lanciare. Viva il futbol, allora. Che si parli soltanto di una splendida coreografia, e che il bambino disegnato sui cartoni dagli ultrAslan possa andare davvero allo stadio con il padre senza altre notizie di attentati, atti terroristici o intimidatori di chi vuole il male di uno dei paesi più belli del mondo.

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