UEFA: la situazione di Galatasaray, Fenerbahçe, Beşiktaş e Trabzonspor a inizio luglio 2018

Negli ultimi giorni, ha fatto molto discutere la decisione presa da José Narciso da Cunha Rodrigues, presidente dell’Organo di Controllo Finanziario dei Club (CFCB) dell’UEFA, di ridiscutere l’accordo trovato tra UEFA e Galatasaray in ambito di Fair Play Finanziario.

Escluso già una volta dalle competizioni europee per una stagione, a causa del mancato rispetto dell’accordo (settlement agreement) che obbligava il Galatasaray a una massiccia spending review, il club giallorosso di Istanbul rischia un’altra squalifica dalla Champions League conquistata sul campo, grazie alla vittoria in campionato arrivata all’ultima giornata della Süper Lig 2017/2018.

Il tempismo del comunicato, apparso sul sito dell’UEFA il 25 giugno 2018, ha persino portato a una “guerra” su Twitter tra i tifosi del Gala e quelli del Milan, il cui videomessaggio social la sera prima della inattesa revisione da parte del CFCB del settlement agreement turco è apparso “sospetto” agli occhi dei sostenitori del Cimbom. Nulla più di una speculazione, anche se il tempismo dell’organismo di controllo europeo ha fatto alzare più di un sopracciglio a Istanbul, dove un regime di settlement agreement, se pur molto più stretto del precedente, era stato già concordato e ufficializzato dall’UEFA non più di un mese fa.

Si tratta soltanto di un processo di routine”, minimizzano a Istanbul.

In realtà non sappiamo ancora a cosa possa portare la revisione dell’accordo voluta da Cunha Rodrigues. Esclusione o partecipazione del Gala, lo sapremo comunque presto. In questo contesto, appare assolutamente necessario riepilogare qual è la situazione attuale dei club turchi inguaiati con il CFCB UEFA. Sono molti, e in diversi casi risultano il frutto delle tante modalità approssimative, poco aziendali, con cui vengono amministrate molte società, gestite da complessi sistemi di azionariato popolare nella maggior parte dei casi. Ricordiamo che sono già in essere sanzioni per il Bursaspor, unico club turco ad aver ribaltato una sentenza UEFA al tribunale svizzero del CAS; tuttavia ri-sanzionato poco dopo. Se dovesse qualificarsi per l’Europa entro il 2019 verrebbe automaticamente escluso per una stagione. Stessa sanzione per il Karabükspor, squalificato per una stagione per un mancato pagamento (tuttavia, retrocesso proprio quest’anno). Caos totale, invece, nel caso dovesse essere squalificato il Galatasaray: perché il Trabzonspor, quinto in campionato, non ha licenza UEFA; quindi verrebbe ammesso il Göztepe, che però avrebbe pochissimi giorni per preparare il 2° turno di preliminari UEL a cui è ufficialmente ammesso il Beşiktaş – già in ritiro da qualche giorno.

A proposito, sempre lo scorso 13 giugno sono arrivate buone notizie per le Aquile Nere di Istanbul: reduce da una stagione sotto SA (settlement agreement) il club bianconero ha senz’altro beneficiato dell’ottima stagione in Champions, oltre che di una buona campagna marketing che ha portato un successo social senza precedenti (vedi “come to Beşiktaş”). I ricavi commerciali sono cresciuti. Anche grazie a questi progressi, il BJK resterà sotto il regime di SA solo per un’altra stagione, e se dovesse rispettare le condizioni previste dall’accordo potrà addirittura essere libero di operare sul mercato con meno restrizioni, una condizione di vero lusso per il calcio turco al giorno d’oggi.

Il Fenerbahçe invece, così come gli arci-rivali del Trabzonspor e l’italiana Inter, ha soltanto parzialmente rispettato gli obiettivi prefissati dall’accordo UEFA. Il regime di SA continuerà per il Trabzon per un’altra stagione, mentre il Fener dovrà aspettare addirittura giugno 2020 per liberarsi dai gangli del CFCB. Per la prossima stagione sono inoltre previste limitazioni ai giocatori in Lista A. Un quadro buio a Trebisonda, quello che ha portato all’addio dell’ex presidente Muharrem Usta, in concomitanza con un mancato pagamento (poi versato) che aveva portato a un blocco del mercato da parte della FIFA – apparentemente poi revocato. Queste difficoltà hanno convinto la TFF a non concedere la licenza UEFA al club, arrivato proprio a ridosso della zona Europa, e fuori soltanto a causa della sorprendente vittoria dell’Akhisar in Coppa.

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Più grave, come già avevamo compreso, la situazione del Galatasaray. Il Cimbom non ha infatti rispettato di nuovo i parametri del break even (pareggio di bilancio) dunque ha stretto un nuovo SA (che, come citato sopra, è stato messo in discussione dalla stessa UEFA che l’aveva firmato). Il nuovo SA firmato dal Gala, salvo modifiche, consiste in queste misure.

Riguarderà innanzitutto le stagioni 2018/19, 2019/20, 2020/21 and 2021/22. Il Gala s’impegna a raggiungere gli obiettivi di break even entro il 2021/2022, e promette di arrivare a un deficit di 20m di euro nell’anno finanziario che termina nel 2019 e 10m di euro nell’anno finanziario che si conclude nel 2020. Le spese, le ammortizzazioni e il debito bancario netto sono limitati per tutta la durata dell’accordo.

Il Galatasaray paga una multa di 15m di euro, che verrà automaticamente ritirata dagli incassi UEFA riguardanti le competizioni della stagione 2017/2018. Di questa somma, 6m verranno pagati completamente e 9m sono condizionali e potrebbero essere ritirati solo in determinate circostanze legate al mantenimento degli obiettivi sopra citati.

Per il Gala c’è anche un limite sul numero di giocatori che potranno essere inclusi nella Lista A fino al 2022, con un massimo di 21 giocatori per la lista invece che 25. La restrizione può essere tolta a discrezione del CFCB.

Inoltre l’UEFA si riserva un ulteriore limite sul numero di registrazioni di nuovi giocatori che il Galatasaray vorrà ammettere alle competizioni europee. Il calcolo si baserà sul net transfer position del club in ogni periodo coperto dall’accordo. La restrizione verrà tolta nel 2021/2022 se il club dovesse rispettare i precedenti parametri.

Un accordo complesso, che verrà probabilmente ulteriormente rivisto. L’ennesima lunga pagina di una “battaglia”, quella tra l’UEFA e il calcio turco, che sembra non finire mai, in un decennio nero, iniziato con il caso match-fixing, proseguito con molteplici squalifiche e sanzioni ai club e ora quasi concluso con le tante candidature della Turchia, dalle finali di Supercoppa e Champions League, ottenute, fino all’ambizioso piano per ospitare Euro 2024. La sfida contro la Germania fa da contorno ai guai dei club turchi in tema FPF, e rischia di veder svanire, per l’ennesima volta, il sogno turco di ospitare un grande evento calcistico. E di sentirsi, almeno per una volta, davvero parte d’Europa.

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