PassoLig, la Corte Costituzionale di Ankara potrebbe far crollare il sistema

Il sistema di biglietto elettronico PassoLig ha monopolizzato le discussioni relative alla sicurezza negli stadi in Turchia.

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Provvedimento adottato per evitare situazioni di disagio, causate da ultrà e gruppi organizzati, Passolig ha scontentato tutti. Il suo carattere di “tessera del tifoso” in salsa turca non ha convinto nessuno, date le immediate commistioni politiche saltate agli occhi degli spettatori turchi.

In prima fila gli spettatori occasionali, danneggiati da un sistema controverso che obbliga ogni persona che accede ad uno stadio di Super Lig a sottoscrivere un conto bancario presso il gruppo Calik, fino a fine 2013 direttamente di proprietà del genero dell’attuale Presidente della Repubblica turca Recep Tayyip Erdogan. Un orrendo pasticcio tra calcio e politica che ha allontanato la gente dagli stadi, con il numero-record di soli 8mila spettatori di media nelle prime giornate di campionato.

Ad Ankara però qualcosa si sta muovendo. Una corte della capitale ha infatti deciso di proporre alla Corte Costituzionale un procedimento contro Passolig, in base ad una protesta ufficiale da parte dell’organizzazione non-governativa Taraf-Der, un’associazione di tifosi determinata a difendere i propri diritti. Il sistema di biglietto elettronico viola la Costituzione della Turchia, oltre che diversi parametri stabiliti dalla Convenzione Europea per i diritti dell’uomo.

Scendendo nei dettagli, pare evidente che alcune clausole del sistema Passolig abbiano destato più di un sospetto. La compagnia AktifBank, che gestisce interamente le carte, ha accesso ai dati personali di tutti coloro che comprano anche soltanto un biglietto per una partita di calcio, oltre ai dati bancari e ad altre informazioni altrimenti riservate.

Ogni carta acquistata da un utente corrisponde all’apertura di un conto bancario presso AktifBank, un’eventualità che ha ben poco a che fare con i motivi di ordine pubblico paventati dalla Turkish Football Federation. I fan, uniti attraverso un’associazione come Taraf-Der, sembrerebbero aver colpito nel segno, con la Corte Costituzionale che presto potrebbe far crollare un castello di carte. Reali, di credito. Molto più che normali biglietti per una partita di calcio.