Il derby di Istanbul termina in pareggio: a Diego risponde Adin

L’atmosfera al è subito carica al Şükrü Saraçoğlu, con una pioggia di coriandoli gialli e blu che ricoprono il campo; coreografia molto bella dei supporter dei canarini e si parte. I padroni di casa sembrano essere più incisivi in questo primo tempo, cercando spesso i lanci lunghi e le palle alte. Proprio queste ultime sembrano essere un po’ il filo conduttore dei primi 45 minuti, le occasioni principali infatti arrivano su colpi di testa, tra cui quello di Topal respinto in angolo.

I leoni giallorossi non stanno certo a guardare, Sneijder e Podolski provano a impostare sulle fasce, ma il Galatasaray tira pochissimo in porta. Tira di più il Fenerbahçe, impegnando un incredibile Muslera che sembra parare anche l’impossibile, salvando i suoi in più occasioni. Diversi i falli piuttosto duri, accompagnati da boati del pubblico che non smette un secondo di cantare per i suoi e fischiare i rivali; quando si dice il dodicesimo uomo in campo.

Al 37′ arriva il gol che cambia la partita: su un cross dalla fascia destra Muslera esce in maniera un po’ sconsiderata e sulla ribattuta si avventa Diego, che infila nell’angolino basso il gol del 1-0 per il Fenerbahçe. Proteste di Sneijder e compagni che reclamano un fuorigioco di un altro giocatore dei canarini, ma l’arbitro decide di non ascoltare. Intanto, nella stessa azione, si fa male Lionel Carole, che deve abbandonare il campo e lasciare spazio a Olcan Adin.

Nel finale si infortuna anche Sneijder a causa di uno scontro di gambe con Topal; l’olandese lascia il campo in barella. Dopo un minuto di recupero tutti negli spogliatoi sul risultato di 1-0.

Nella ripresa le sensazioni non cambiano; il ritmo è altissimo, l’idea è che ogni palla possa essere pericolosa, ogni contrasto decisivo; d’altronde è l’atmosfera di uno dei derby più caldi del mondo. Per sua fortuna, Sneijder torna in campo, segno che l’infortunio non era così grave; ovviamente l’olandese viene sommerso di fischi ad ogni tocco di palla; il pubblico qui non è molto clemente. Diego, dal canto suo, non si ferma mai e prova a raddoppiare, ma il suo tiro di destro finisce di poco a lato. Bellissimo il duello tra i due #10 in campo.

Continuano anche i falli, alcuni ai limiti della delinquenza, segno che il match è molto sentito da entrambe le parti (com’è giusto che sia). Al 60′ Kjaer mette a segno il 2-0, ma il gol viene annullato per segnalazione di fuorigioco da parte del guardalinee. Al 63′ è il momento di Fernandao che rimpiazza Van Persie; l’olandese esce tra gli applausi del suo stadio dopo un match di sostanza ma senza aver segnato la sua prima rete nel derby intercontinentale. Qualche minuto dopo, schermaglie tra Abdoulaye BaBurak Yilmaz (subentrato in precedenza a Umut Bulut) a causa di alcuni calci non visti del difensore gialloblu nei confronti dell’avversario.

Muslera super questa sera, l’ex Lazio para ogni cosa gli si presenti davanti. Al 72′ Burak Yilmaz cade dopo un contatto in area, ma l’arbitro ignora ogni protesta e non concede il rigore. I fischi nel frattempo devono aver galvanizzato Sneijder che trascina letteralmente i suoi e prova a pareggiare da ogni angolazione. Al 79′ Raul Meireles rimpiazza Diego Ribas, che esce con la standing ovation del Şükrü Saraçoğlu.

Al 83′ cambia di nuovo tutto: Olcan Adin trova il pareggio di testa su un corner battuto magnificamente da Sneijder ed è 1-1 tra la delusione del pubblico di casa. Pareggio meritato visto il secondo tempo in crescendo dei leoni giallorossi. Nel finale Pereira prova a cambiare la situazione inserendo Ozan Tufan al posto di Markovic, ma non basta.

Il match termina qui, tra l’incredulità del pubblico di casa per una partita in larga parte dominata, che però si conclude 1-1 grazie a due condottieri che hanno risposto a tono alle offensive gialloblu: Sneijder e Muslera. Loro, Nani e Diego Ribas sono sicuramente i migliori in campo, avendo trascinato le rispettive squadre senza risparmiarsi nemmeno un minuto. Un altro derby intercontinentale termina questa sera; le emozioni non sono certo mancate e, come sempre, siamo felici di avervelo raccontato.

Giovanni Sala