Turchia-Brasile 0-4: show di Neymar, fischi e insulti a Fatih Terim

L’atmosfera è ottima: il Sukru Saraçoglu di Istanbul completamente pieno, a differenza delle scene assurde in questa stagione di calcio turco. L’arrivo di PassoLig ha scompigliato il calcio turco, che ha pure altri problemi, tra cui il recente caso Calhanoglu-Toprak-Tore che ha spaccato lo spogliatoio della Nazionale.

Fatih Terim prova a ridare morale alla sua truppa nell’amichevole più prestigiosa che possa esistere: quella contro il Brasile, pagato a peso d’oro (3 milioni) dalla Turkish Football Federation per il prestigioso evento. Neymar & co. si presentano al top della forma, deliziando il pubblico di casa con diverse giocate fin dai primi minuti di gioco. La linea difensiva turca regge, ma non per molto. Un lancio di Fernandinho al 20′ libera Neymar, che controlla due volte di stinco e batte Demirel.

neymar

L’1-0 degli ospiti demoralizza la Turchia, già sotto pressione da stampa e tifosi. Il successivo autogol di Semih Kaya, sfortunatissimo protagonista di una débacle simile con il suo Galatasaray settimana scorsa, apre la strada verso la disfatta. Eppure il 2-0 risveglia l’orgoglio delle maglie biancorosse: Arda Turan ci prova, con l’aiuto di Erdinç, eppure Alves si fa trovare pronto. E l’ennesimo contropiede carioca ammazza le speranze brasiliane: stavolta è Willian a battere uno svogliato Demirel. Il 3-0 dopo 45 minuti viene accolto con gli applausi del pubblico di casa, rivolti al Brasile. Solo fischi, invece, per Terim: e spunta anche una maglia di Calhanoglu. Non potrebbe essere altrimenti…

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Nella ripresa Terim sceglie di inserire alcuni giocatori, come Babacan (in porta al posto di Demirel), Selçuk InanVolkan Sen. Il copione della partita non cambia, con il Brasile che domina, sia dal punto di vista del possesso palla che nel computo delle occasioni. Al 60′, il 4-0: Neymar scambia con un sontuoso Willian che lo lancia davanti a Babacan, superato con un tocco morbido dal #10 verdeoro. Il pubblico del Sukru Saraçoglu applaude ancora i brasiliani, cantando a squarciagola cori non certo entusiastici nei confronti del presidente della TFF Yildirim Demiroren. I fischi impietosi contro la Turchia fotografano perfettamente l’attuale situazione di una Nazionale prigioniera delle proprie divisioni, incapace di liberarsi del fardello di un’ipocrita ed inefficace normativa contro i giocatori stranieri e in grado di raccogliere soltanto figuracce. Domenica sera, contro il Kazakistan, si fa sul serio. Ultima chiamata, per TerimDemiroren. E soprattutto per la Turchia.

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