Turchia, incubo Repubblica Ceca: ko a Istanbul, qualificazione già compromessa?

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Qualificazione sempre più in salita, per la Turchia di Fatih Terim. Il cammino verso Euro 2016 non poteva cominciare peggio: due sconfitte contro due rivali come Repubblica CecaIslanda. La situazione, nel girone A, sembrerebbe già compromessa per la Mezzaluna.

Al Sukru Saraçoglu di Istanbul, casa del Fenerbahçe, la Turchia parte alla grande: colpo di testa di Bulut, vantaggio immediato. Eppure si tratta di un fuoco di paglia: Sivok, difensore del Besiktas, piazza l’1-1 poco dopo. La partita mantiene ritmi piacevoli, con i turchi in netto miglioramento rispetto al primo appuntamento in Islanda. Ma il destino non è dalla parte degli uomini di Terim, scossi dal caso Tore-Calhanoglu. Proprio Tore sfiora la rete, con Cech battuto. Non è serata: Dockal all’58’ la mette, 1-2 per la Repubblica Ceca. Troppo blanda la reazione degli uomini di Terim, che forse sbaglia mossa a puntare su Inan, sostituito solo al 78′ dal più in forma Ozyakup.

Un successo troppo agevole, per la Repubblica Ceca, compagine ora in testa alla classifica del girone.

ISLANDA 6
REPUBBLICA CECA 6
OLANDA 3
LETTONIA 1
KAZAKISTAN 1
TURCHIA 0

La verità fa male, alla Turchia: i tifosi urlano a gran voce “Demiroren istifa“, ovvero “Demiroren dimettiti“, un coro unanime da tutta la nazione. Yildirim Demiroren, presidente della Turkish Football Federation, ha imposto la Foreigner Rule, tetto al tesseramento di giocatori stranieri. Penalizzando in primo luogo la Super Lig e i suoi club, condizionando il mercato dei club turchi verso un’insensata autarchia che non ha portato a nessun risultato.

La Turchia sta persino peggio di due anni fa, quando Demiroren decise che la cura autarchica sarebbe stata imposta dall’alto. “Tutta colpa degli stranieri”? A due anni di distanza, si può certamente dire di no. La Nazionale non ha assolutamente giovato del limite al tesseramento dei giocatori non turchi, il gruppo si è inoltre smembrato, dentro e fuori dal campo. Il caso Calhanoglu-Tore ne è l’ennesima triste dimostrazione. Euro 2016 sembra già così lontano, in questa notte d’inizio ottobre.

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