Accadde Oggi – Auguri a Hector Cuper, l’allenatore dei miracoli incompiuti

Nella scorsa settimana avevamo rivissuto insieme le tappe fondamentali della carriera di un grande allenatore turco come Fatih Terim, e anche in questo nuovo appuntamento parleremo di un altro tecnico che proprio in questo periodo compie i suoi 59 anni, ovvero l’argentino Hector Cuper. Alcuni potrebbero anche non ricordarsi, ma “el hombre vertical” ha vissuto anche un’esperienza biennale proprio di recente in Turchia, allenando con discreti risultati sulla panchina dell’Orduspor.

Nato a Chabas il 16 novembre del 1955, debutta nel ruolo di difensore nel 1976, girando tra alcune squadre del suo paese. Per due volte veste la maglia del Ferro Carril Oeste, club dove milita per più tempo dove e conquista due titoli nazionali, unici trofei vinti nella sua carriera da giocatore. Prima di ritirarsi dal calcio giocato ed intraprendere la strada della panchina nel 1992, Cuper ebbe anche l’onore di indossare la maglia della sua nazionale.

La prima squadra allenata dal nuovo tecnico è l’Huracan, con la quale è già vittima di una delle sue tante beffe subite, e che lo faranno diventare come “l’eterno secondo”. Nel 1994 infatti, dopo aver dominato un intero campionato, perde all’ultima giornata del torneo di Clausura e viene scavalcato in classifica. L’anno seguente però Cuper ebbe l’occasione di rifarsi accettando la proposta del Lanus, con la quale il tecnico bissò il successo nella Coppa CONMEBOL. Proprio questa vittoria fa si che l’argentino diventi uno degli obiettivi di mercato in Europa, e nel 1997, per la prima volta nella sua vita calcistica, vola fuori dai confini argentini.

Firma infatti con il Mallorca, dove sarà protagonista di veri e propri “miracoli”. Alla sua prima stagione riesce subito ad accedere alla finale di Copa del Rey, dove perderà soltanto ai calci di rigore contro il Barcellona. La partecipazione a quella finale gli concede di qualificarsi anche in Coppa delle Coppe, in cui, tra lo stupore generale, fissa di nuovo l’appuntamento con la finale. Anche qui però sarà una sconfitta pesante, subita contro la Lazio proprio nell’ultima edizione di quel torneo che da lì in poi verrà soppresso. La terza chance, dopo due tentativi sfortunati, gliela regala la Supercoppa di Spagna, dove finalmente riesce a portare al successo la propria squadra. In campionato lo strapotere di Valencia, Real Madrid e Barcellona non permette a Cuper di lottare per il primo posto, ma l’argentino riuscirà comunque a piazzarsi al terzo posto nel 1999, stabilendo il miglior risultato assoluto nella Liga per il Mallorca e vincendo, sempre in quell’anno, il titolo di miglior allenatore della stagione.

Con un curriculum da leccarsi i baffi, l’allenatore resta in Spagna, ma stavolta si trasferisce al Valencia. Vince subito un’altra Supercoppa (in quello che sarà il suo ultimo sigillo nel proprio palmarès), ma anche qui deve fare i conti con l’incubo delle finali. Tra il 1999 e il 2001 infatti, il Valencia raggiunge per ben due volte consecutive la finale di Champions League, perdendo in entrambe le occasioni rispettivamente contro il Real Madrid in un derby tutto spagnolo e contro il Bayern Monaco ai rigori a San Siro.

Terminata l’esperienza iberica, Cuper viene chiamato dall’Inter, con la quale l’allenatore sarà protagonista di alti e bassi. Pur non avendo un feeling non ottimale con Ronaldo, i nerazzurri rimangono in testa al campionato fino all’ultima giornata, quando nel famosissimo e triste 5 maggio del 2002, per la seconda volta nella sua carriera, Cuper vede sfumare la vittoria del campionato proprio all’ultima giornata, perdendo clamorosamente per 4-2 contro la Lazio e scivolando addirittura al terzo posto finale. Nonostante la cocente sconfitta e alla partenza furtiva del “Fenomeno” da Milano, il tecnico viene riconfermato da Massimo Moratti, e nella stagione seguente, pur non brillando in campionato, arriva fino alla semifinale di Champions League in un derby storico contro il Milan. Verrà poi eliminato senza subire sconfitte. Dopo una falsa partenza nella stagione successiva, Cuper viene esonerato.

Finita l’avventura italiana, l’argentino torna in Spagna di nuovo al Mallorca, dove riesce a riprendere le redini di una squadra al collasso e a portarla alla salvezza. L’anno dopo si dimette, iniziando un tour di brevi periodi sulle panchine di Stella Rossa, Betis Siviglia, Parma e nella nazionale della Georgia. Dopo la sua prima ed unica esperienza con una nazionale, nel 2009 firma per l’Aris Salonicco, dove riuscirà ancora una volta a qualificarsi per una finale di coppa nazionale e in cui perderà nuovamente contro il Panathinaikos.

Nel 2011 ritorna ancora una volta in Spagna, allenando per pochissimo tempo il Racing Santander. I pessimi risultati lo portano quindi ad accettare nello stesso anno la proposta dei turchi dell’Orduspor. In SuperLig Cuper è protagonista di una stagione difficile, dalla quale ne esce comunque con una salvezza nonostante la scarsa conoscenza degli elementi in rosa. Pertanto viene confermato dalla società anche per la stagione successiva, ove non riuscirà a ripetere i buoni risultati preferendo tentare una nuova esperienza negli Emirati Arabi Uniti.

Nel periodo in cui allenò in Turchia, l’argentino fu clamorosamente iscritto nel registro degli indagati in merito allo scandalo del calcioscommesse in Italia. Dopo una sua apparente innocenza iniziale, più tardi gli inquirenti scoprono che Cuper aveva invece ricevuto da un clan camorristico circa 200.000 euro per combinare il risultato di quattro partite tra campionato spagnolo ed argentino. Nel 2012, la triste faccenda di gonfia con le accuse di riciclaggio di denaro sporco.

 

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