Accadde Oggi – Auguri a Marcelo Zalayeta, 36 anni di calcio con trascorsi in Turchia

Uno degli attaccanti più dotati in circolazione, ma che probabilmente, anche a causa di alcuni infortuni che ne hanno compromesso la definitiva esplosione, non è riuscito a lasciare un segno indelebile nella memoria dei tifosi. Quel che è certo è che Marcelo Zalayeta, a cui è dedicato l’appuntamento di questa settimana con “Accadde Oggi”, ha fatto tantissime esperienze sui campi da gioco, facendo valere il suo peso offensivo sia in Italia che in Turchia, militando per un anno appena nel Kayserispor.

Marcelo Danubio Zalayeta nasce 36 anni fa a Montevideo, capitale dell’Uruguay. Inizia la sua carriera professionale nella sua città, giocando prima con la maglia del Danubio e poi con quella più prestigiosa del Peñarol. Con i giallo-neri è protagonista di prestazioni convincenti, tanto che nel 1997, dopo aver vinto il campionato, viene convocato sia nella nazionale Under-20 sia in quella maggiore. In quell’anno gioca infatti i Mondiali Under-20 in Malesia, sfiorando il titolo perdendo in finale contro gli odiati rivali (e vicini di casa) dell’Argentina.

Eppure quel mondiale perso per un soffio si rivela il trampolino di lancio per Zalayeta verso il calcio europeo. La prima squadra ad accorgersi del talento di colui che verrà poi soprannominato “el Panteron” è la Juventus, che se lo aggiudica per 5 miliardi di lire. L’arrivo in bianconero nella stagione 1997/98 è il salto di qualità per il giocatore, ma i minuti trascorsi sul campo sono davvero pochi, visto che il tecnico di allora Marcello Lippi punta molto di più su un attacco già stellare occupato da grandi campioni, e che gli consente di vincere lo Scudetto e la Supercoppa Italiana in quella stagione. Ma quando Zalayeta entra in campo, spesso si rivela decisivo proprio con le sue reti. La stagione seguente però la Juventus, comprendendo le qualità del giovane attaccante, decide di girarlo in prestito per fargli accumulare maggior esperienza e più minuti nelle gambe. Così prima finisce ad Empoli, e un anno dopo vola in Spagna al Siviglia per due stagioni. L’attaccante riesce comunque ad essere sempre presente con la nazionale, sfiorando di nuovo un titolo con la “Celeste” nel 1999, perdendo la finale di Copa America. Si ritirerà poi dal giro della nazionale nel 2005, quando un suo rigore sbagliato contro l’Australia non permise all’Uruguay di qualificarsi ai mondiali di Germania 2006.

Tornato a Torino nel 2001, “el Panteron” ci resterà fino al 2007, pur intervallato da una stagione di nuovo in prestito al Perugia dove sarà vittima di un brutto infortunio, che penalizzerà il resto della sua avventura calcistica. Questo periodo è quello che senz’altro coincide con il momento più bello e vincente di tutta la sua carriera. Vince tre Scudetti (anche se uno verrà poi revocato in merito allo scandalo di Calciopoli) e due Supercoppe Italiane, ma soprattutto si rende grande protagonista nelle notti di Champions League. Nel 2003 una sua rete condanna l’eliminazione del Barcellona ai quarti di finali, in un’edizione che sarà poi persa dalla Juventus nella finale tutta italiana contro il Milan all’Old Trafford, mentre nel 2005 elimina agli ottavi un’altra spagnola, stavolta il Real Madrid. Nel 2006 però la società bianconera paga a carissimo prezzo lo scandalo di Calciopoli, subendo una retrocessione in Serie B dalla Giustizia Sportiva. Moltissimi giocatori fecero le valigie per evitare di giocare nella serie cadetta, mentre in pochi restarono nella pagina più buia della storia della squadra, e tra questi c’era proprio Zalayeta. Con questo gesto, dettato più da una questione di cuore che di denaro, divenne ancora più amato dalla tifoseria, dimostrando di avere anche ottime qualità umane.

Dopo aver vinto il campionato di B, i tempi sono maturi per il passaggio al Napoli, altra squadra che si sta risollevando dopo anni difficili. In azzurro segna con regolarità e convince, ma quando nel 2008 Roberto Donadoni diventa il nuovo tecnico partenopeo, il rapporto tra i due si logora, tanto che l’uruguaiano diserta alcuni allenamenti. L’anno seguente infatti chiude definitivamente la sua esperienza italiana al Bologna, togliendosi la soddisfazione di segnare anche contro grandi squadre come l’Inter, tra l’altro uno dei suoi bersagli preferiti.

Nel 2010 arriva il momento per Zalayeta di lasciare il bel paese ed approdare in Turchia. Dopo un lungo corteggiamento arriva allo scadere della sessione di calciomercato estivo al Kayserispor, voluto fortemente dall’allora allenatore Shota Arveladze. Presentato immediatamente alla stampa nel giorno stesso in cui arriva in Anatolia, il Panteron inizia a calpestare i campi da gioco della SuperLig. Le presenze in campionato però, a causa di una forma fisica non all’altezza, saranno molto limitate. Scende sul rettangolo di gioco infatti solo 14 volte, ma in queste occasioni mette a segno un totale di 7 reti. A fine stagione, forse stuzzicato dalla voglia di ritornare definitivamente in patria dopo tanto tempo in giro per l’Europa, decide di andarsene dalla Turchia dopo solo una stagione, non senza lasciare il segno.

Torna dunque al Peñarol, squadra con la quale ha vinto il campionato nel 2013 e dove milita ancora oggi. Auguri Panteron!

 

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