Accadde oggi – addio a Jules Rimet. Storia della nazionale turca nella coppa a lui intitolata

coppa rimet

JULES RIMET – Siamo nel 1956, e il mondo del calcio piange un personaggio di grandissima importanza come Jules Rimet, morto nella sua amata Francia a 83 anni dopo aver dedicato una vita intera all’universo del pallone. Oltre ad aver assunto l’incarico di presidente della FIFA per ben 33 anni (nessuno come lui), nel corso del suo mandato ebbe la magnifica idea di organizzare un torneo calcistico che radunasse tutte le nazioni della terra. Se oggi possiamo emozionarci con i mondiali ogni quattro anni, lo dobbiamo a Monsieur Rimet, che ebbe anche il merito di introdurre la disciplina calcistica alle Olimpiadi.

A partire dal 1946, quella che dal 1930 (anno della prima edizione dei mondiali) era riconosciuta come “Coppa del mondo”, venne rinominata “Coppa Rimet”, in onore proprio del suo fondatore. La denominazione rimase tale fino ai Mondiali di Messico 1970 compresi, per poi cambiare nella versione che tutti noi oggi conosciamo, insieme al trofeo (vedi foto) che venne sostituito da quello moderno.

ARRIVANO I TURCHI – Ma ancor prima che Rimet organizzasse la formula del campionato del mondo, nel 1923 una nuova nazionale entrava nell’orbita del calcio internazionale: la Turchia. La neonata selezione fece il suo esordio nell’ottobre di quell’anno contro la Romania ad Istanbul, strappando un buon 2-2. Negli anni ’30 però, con i mondiali già cominciati, la Turchia non riuscì mai a qualificarsi al torneo, non partecipando nemmeno alle qualificazioni. Sul finire del decennio però, la gioia del calcio venne distrutta completamente dall’avvento della Seconda Guerra Mondiale, che rese impossibile il proseguo di ogni manifestazione sportiva.

IL  PRIMO MONDIALE E I RITIRI – Con la cessione del conflitto bellico, la FIFA volle rialzarsi dal dramma appena trascorso e organizzò i mondiali del 1950 in Brasile. Ma tra sanzioni inflitte alle nazioni responsabili della guerra e alle tante altre impegnate invece nella ricostruzione, furono parecchi i casi di forfait, specialmente dall’Europa. La Turchia invece, contro ogni aspettativa, riuscì a qualificarsi per il mondiale per la prima volta nella sua storia. Ma poco prima dell’inizio del torneo, per problematiche dovute a questione burocratiche, anche la nazionale turca prese la via del ritiro.

Quattro anni più tardi però, gli uomini di Sandro Puppo, allenatore piacentino chiamato dalla federazione turca, riuscirono a qualificarsi nuovamente con grande merito, eliminando clamorosamente la ben più quotata Spagna. Questa volta la Turchia non si ritirò dai mondiali in Svizzera del 1954, ma il sogno di avanzare nella competizione si fermò subito al primo turno, fermata in un girone di ferro composto da Germania Ovest (che vincerà poi il torneo), Ungheria (allora fortissima), e dalla meno paurosa Corea del Sud. E infatti, contro gli asiatici, la Turchia colse i suoi primi punti vincendo con uno 7-0 che rappresenta ancora oggi la vittoria più ampia dei turchi ai mondiali.

Anche alle successive qualificazioni per i mondiali del 1958 in Svezia la Turchia iniziò con il piede giusto, ma anche qui arrivò l’imprevisto. Infatti la nazionale, per ottenere il biglietto valido per partecipare all’evento, avrebbe prima dovuto affrontare Israele. Ma per ragioni mai del tutto chiarite, la Turchia rifiutò di prendere parte a quell’incontro, preferendo quindi il secondo ritiro della sua storia e lasciando via libera agli stessi israeliani.

IL DECLINO – Con Svezia 1958 sfuggita di mano, la nazionale turca iniziò un lento ed inesorabile declino, che non le consentì di qualificarsi a nessuna Coppa Rimet, che, come già accennato, venne in seguito modificata a partire dal 1974 con la formula attuale. Per rivedere la bandiera della Turchia sventolare negli stadi mondiali, bisognerà attendere fino al 2002, in quell’edizione che ripagò la crisi nera del passato con il miglior risultato di sempre con la miglior nazionale di sempre, tanto che un possibile arrivo in finale non fu messo in discussione.

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