Galatasaray campione di Turchia 2014-2015: storia di una ‘quarta stella’ pazzesca

Una stagione incredibile, con Besiktas, FenerbahçeGalatasaray a sportellare dall’inizio alla fine. O quasi, fino a quando qualcosa si è inceppato nei meccanismi di Slaven BilicIsmail Kartal, entrambi prossimi all’addio.

UNA STAGIONE SPECIALE – O si vince o si saluta: così funziona in Turchia, così deve funzionare a Istanbul quest’anno. Non è una stagione come le altre e lo si capisce già da settembre. Quattro stelle: in Super Lig se ne assegna una ogni 5 ‘scudetti’. I proclami di GalatasarayFenerbahçe, entrambi a 19 titoli e decisi a portare a casa il ventesimo sigillo, sono da dentro o fuori. Ne fa le spese Cesare Prandelli, che dal canto suo ha portato 19 punti ai giallorossi di Istanbul, in qualche modo decisivi nelle prime 10 incerte giornate (era pur sempre a -1 dalle due rivali). Ma il titolo – ed è inutile negarlo – porta la firma di Hamza Hamzaoglu, il traghettatore che invece di seguire l’esempio letterario di Caronte ha portato le anime in paradiso. Quelle giallorosse, quelle con la maglia del Galatasaray.

PERCORSO IN SALITA – Ma più che di paradiso, è appropriato parlare di purgatorio. Perché quando la squadra non riceve lo stipendio da quasi 5 mesi, dopo un cambio di presidente non ancora chiarito ed una crisi finanziaria tuttora in corso, non è facile raccogliere i cocci e metterli da parte marciando verso il titolo. L’impronta di Hamzaoglu ha di per sé qualcosa di straordinario: si dice che i titoli si vincono con la difesa, ma l’esempio turco di questa stagione smentisce alla grande le chiacchiere da bar-sport. I trofei si vincono con l’attacco, l’aggressività, la voglia di non mollare mai: questo è Hamza Hamzaoglu, prendere o lasciare. Il Galatasaray non ha avuto dubbi, ed ora può fare persino double: il 3 giugno c’è la finale di Coppa di Turchia contro un Bursaspor in forma eccezionale. Passare dalla crisi totale del post-Prandelli, con una pesante eliminazione dalla Champions a novembre, alla ‘quarta stella’, è davvero la definizione di una stagione da sogno.

I RIVALI – Anche perché il Galatasaray non ha affatto trovato un terreno fertile. Il rivale più competitivo è stato senza ombra di dubbio il Besiktas, per quanto dall’altra parte del Bosforo ci sarà qualcuno che la penserà diversamente: nonostante il terzo posto finale, il lavoro di Bilic e la sua impostazione di gioco sono stati l’orgoglio europeo della Turchia in questa stagione difficile nelle competizioni UEFA. Proprio l’Europa League, con la storica ‘vendetta’ contro il Liverpool, ha tolto energie chiavi al Besiktas; il tutto unito all’inesperienza di un gruppo ancora giovane, ed ecco il cocktail terribile che ha portato ad un collasso verso fine stagione. Troppo poco consistente invece il Fenerbahçe di Kartal, crollato a Basaksehir ieri sera. In corsa per confermare il titolo della scorsa stagione senza impegni europei, il Fener ha deluso tutti. Kartal si è rivelato inadeguato, l’ingresso tardivo di Diego nel gruppo e l’inspiegabile stop di Emenike hanno fatto il resto. Fotografia perfetta della stagione giallo-blù, il derby di andata alla Turk Telekom Arena: due siluri di Sneijder abbattono la grinta di Volkan Demirel ed Emre Belozoglu, a volte più dannosa che utile.

GLI UOMINI DEL TITOLO – Alla faccia delle immancabili teorie complottistiche invocate da alcuni fan delle squadre avversarie, è innegabile sottolineare la superiorità totale di due interpreti rispetto addirittura all’intero campionato. Fernando Muslera ha difeso la porta del Galatasaray con onore, dimostrando di essere finalmente maturo e pronto. Qualche scivolone di troppo in Europa ne ha penalizzato il rendimento, anche se la sua condizione in Turchia è stata smagliante; così decisiva, in moltissime occasioni, soprattutto a causa della difesa ballerina dei suoi compagni giallorossi. Ma se per Muslera potremmo trovare eguali meriti nell’ottimo Volkan Babacan dell’Istanbul Basaksehir, nessun altro in Super Lig ha raggiunto le vette calcistiche di Wesley Sneijder. La parola ‘decisivo’ è già stata ripetuta troppe volte, ma per l’olandese volante è la verità più sopraffina. Come i suoi piedi, che hanno battuto i portieri avversari spesso da posizioni impossibili. Altro che Erdogan: è Sneijder il vero sultano di Istanbul.

SOCIAL – E’ stata una stagione molto particolare per noi di calcioturco.com. Ci sentiamo alla fine di un viaggio faticoso ma soddisfacente, ricco di colpi di scena ed imprese da raccontare. Ne abbiamo parlato con voi sui social network raccogliendo impressioni, opinioni e commenti su quello che è un campionato pieno di sorprese. Finché la Super Lig non verrà comprata e trasmessa in TV in Italia, la più grande soddisfazione è potervela raccontare da custodi di un tesoro speciale. Anche via Twitter, dove la festa del Galatasaray è continuata per tutta la notte. Il nostro pezzo celebrativo su questa stagione, così incredibilmente giallorossa anche nelle serie inferiori (1.Lig: Kayserispor, 2.Lig: Goztepe e Yeni Malatyaspor), non può che chiudersi raccogliendo i tweet più significativi della serata di festa dei Leoni di Istanbul. Con un pensiero addirittura in italiano da parte dello stesso Gala, così come dell’ex Roberto Mancini. Persino il ponte del Bosforo, ovviamente per l’occasione giallorosso, consacra la stagione più importante per noi, la prima che vi abbiamo interamente raccontato su queste pagine web.