Istanbul United, parte 2. Quando politica e calcio si confondono

istanbulunitedGrande fermento ieri a IstanbulAziz Yildirim, presidente del Fenerbahçe, è atterrato al Sabiha Gökçen Airport (nella parte asiatica, un po’ fuori città). L’accoglienza dei tifosi dei canarini gialli, comprensibilmente scottati dall’ultima sentenza della corte d’appello turca, è stata davvero calda. Ma non è tutto: ieri sera si è assistito a qualcosa di straordinario, un’unione (quasi) inedita tra tre tifoserie, scese “in strada” e non “in campo”, soprattutto insieme (come testimoniato dalla foto qui sopra, scattata in Bagdat Caddesi).

Aziz Yildirim, come vi abbiamo raccontato pochi giorni fa, è stato condannato a 6 anni e mezzo di carcere in seguito al caso di calcioscommesse che ha investito la Turchia nell’estate 2011. Tuttavia, questo NON è il motivo dello straordinario ed inaspettato movimento popolare di ieri sera. Inizialmente, si poteva pensare che il grande assembramento di supporter fosse mosso soltanto da ragioni calcistiche; è impossibile sottovalutare, però, le parole del Premier turco Recep Tayyip Erdogan (sì, proprio lui, quello dello stadio del Kasimpasa).

Erdogan, simpatizzante tra l’altro proprio del Fenerbahçe, ha rilasciato alcune dichiarazioni in seguito alla sentenza che ha condannato Aziz Yildirim, definendo “strano” il tempismo della corte d’appello che ha pronunciato la sentenza giusto tre mesi prima delle elezioni. Già, perchè tra tre mesi si vota in Turchia. E c’è grande fermento, oggi più che mai.

Il calcioscommesse ha attizzato un focolaio già presente, basti pensare alle proteste di Gezi Parki che hanno dato ispirato lo splendido documentario “Istanbul United”, che narra l’unione delle tre tifoserie di Istanbul (Fenerbahçe, Galatasaray, Besiktas) in occasione degli avvenimenti di Piazza Taksim di fine maggio.

istanbul_united_by_lasyumedre-d67whlnIeri abbiamo assistito alla seconda puntata di quell’Istanbul United. Già, perchè oltre ai tifosi del Fenerbahçe accorsi ad accogliere Yildirim si sono presentati anche i çarsi, storici supporter del Besiktas. Nutrita presenza anche dei fan del Galatasaray: ovviamente non si tratta di sostegno a Yildirim, tutt’altro. Le proteste nascondono il malcontento per una vicenda, quella del calcioscommesse: gestita malissimo in primis dalla Turkish Football Federation, scesa nel ridicolo poi nei tribunali. L’assoluzione del Besiktas ha paradossalmente mandato su tutte le furie i çarsi: è stato dimostrato che tutti i processi precedenti erano un’enorme farsa.

In tutto questo rischia l’immagine dello stesso Erdogan, preso di mira dagli ultrà, storicamente nemici dell’AKP, partito attualmente al governo che sta rischiando parecchio in vista delle elezioni. Allo scenario va aggiunto il rimpasto della corte d’appello turca (sì, esatto, quella che ha appena giudicato Yildirim…), i cui membri cambieranno a breve. Tutto ciò ha provocato la rabbia dei tifosi del Fenerbahçe, che chiedono che il processo sia rifatto. Un caos gigantesco, insomma. E i supporter fanno fronte comune contro l’AKPIstanbul United, come a Gezi Parki, per cambiare lo strato di corruzione che aleggia nella Turchia odierna.

Ma questo non è più calcio; è politica. E non c’entra nemmeno più di tanto il calcioscommesse. La questione Yildirim è un pretesto per scendere in piazza, una goccia che ha fatto traboccare il vaso, quello già pieno ai tempi di Gezi lo scorso maggio.

 

 

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