Tutto sul Trabzonspor, avversario del Napoli in Europa League

Il sorteggio dei sedicesimi di finale di Europa League ci ha regalato un altro scontro Italia-Turchia. Negli ultimi anni abbiamo assistito a diverse partite di questo genere: da Lazio-Fenerbahçe, passando per le sfide della Juventus nei confronti di GalatasarayTrabzonspor. Ora tocca ancora alla squadra di Trebisonda, che affronterà il Napoli di Rafa Benitez. Un sorteggio “positivo”, come lo hanno definito parecchi “esperti” di calcio. Ma come noi sappiamo, il Trabzonspor non è un avversario da sottovalutare.

PUNTI FORTI – La linea offensiva delle Tempeste del Mar Nero è senz’altro la grande forza degli uomini di Ersun Yanal. L’allenatore ex-Fenerbahçe, arrivato a Trebisonda da circa un mese, ha restituito centralità a Oscar Cardozo, punta ex-Benfica che conosce l’Europa League come le proprie tasche. Il trio offensivo si completa con l’ottimo Sefa Yilmaz, attaccante di fascia destra che in fase difensiva si allinea ai centrocampisti, e Yusuf Erdogan, prodotto del vivaio ed orgoglio della società azzurro-granata. Anche Erdogan, velocissimo ed imprevedibile funambolo della fascia sinistra, arretra parecchio in fase difensiva: segno che il 4-3-3 di Yanal prevede cambi all’interno dello stesso match (può essere visto anche come 4-3-2-1 oppure 4-5-1). Una duttilità che dà forza alla squadra, che può contare sugli inserimenti delle mezze-ali. Menzione a parte per i calci piazzati: il Trabzonspor è pericolosissimo su calcio d’angolo, grazie agli schemi ereditati dalla gestione-HalilhodzicBelkalemMedjani segnano spesso, nonostante siano due giocatori di stampo difensivo.

belkalem ersunPUNTI DEBOLI – Va anche detto che il 4-3-3 di Yanal, come dimostrato dalla partita di ieri contro il Rizespor, porta il Trabzonspor a sbilanciarsi eccessivamente in avanti. L’equilibrio tra fase offensiva e difensiva non è ancora stato trovato; e se KweukeKadah del Rizespor hanno fatto sfracelli, possiamo solo immaginare cosa possa fare il trio Callejòn-Higuaìn-Mertens (o meglio ancora, Gabbiadini). Se il Trabzonspor non trova un ordine difensivo, il Napoli può dormire sonni tranquilli. E non temere particolarmente la trasferta a Trebisonda, dato che il sistema di biglietto elettronico Passolig, che obbliga i tifosi a sottoscrivere un conto bancario per entrare in ogni stadio, sta allontanando la gente dagli impianti sportivi. Quello che soltanto un anno fa era definito “l’inferno turco“, ora è un insieme di spalti vuoti. Se il sistema-Passolig non verrà dichiarato incostituzionale entro febbraio, il Napoli ha un altro punto a proprio vantaggio.

passolig trabzonLA FORMAZIONE – Non è semplice leggere le strategie di Yanal. L’ex allenatore del Fenerbahçe usa spesso il 4-3-3, ma viene etichettato spesso come trasformista. Le sue tattiche imperscrutabili sono alla base della rimonta del Trabzonspor in campionato, con le Tempeste del mar Nero che hanno agguantato il 4° posto in classifica proprio ieri. Ecco la formazione più probabile: ricordandoci che il mercato di gennaio può cambiare diversi equilibri, e che Mehmet Ekici, mezzala-trequartista di spessore e tecnica, sarà squalificato nel match di andata. Sarà quasi sicuramente titolare al ritorno. Allo stesso tempo, il ruolo di Medjani risulta particolarmente interessante: diga davanti alla difesa, può anche abbassarsi e creare una difesa a 3, portando Yanal a poter scegliere Constant come terzino/esterno sinistro, liberando un ulteriore spazio a centrocampo. Potrebbe essere la soluzione ideale per il match di ritorno, con Ekici a disposizione.

Andata (Ekici, Constant squalificati)
Fatih Ozturk; Bosingwa, Belkalem, Papadopoulos, Musa Nizam; Ozer Hurmaci, Medjani, Atik; Sefa Yilmaz, Cardozo, Yusuf Erdogan

Ritorno (3-4-3)
Fatih Ozturk; Belkalem, Medjani, Papadopoulos; Bosingwa, Ozer Hurmaci, Ekici, Constant; Sefa Yilmaz, Cardozo, Yusuf Erdogan

(4-3-3)
Fatih Ozturk; Bosingwa, Belkalem, Papadopoulos, Constant; Ozer Hurmaci, Medjani, Ekici; Sefa Yilmaz, Cardozo, Yusuf Erdogan

Non vanno inoltre scartate altre possibili idee per l’attacco, con il velocissimo Waris Majeed a disposizione, e con il possibile apporto di una punta di “peso” come Yatabaré, spesso inserito a partita in corso. A centrocampo Medjani è inoltre in costante ballottaggio con Salih Dursun, che sta trovando parecchi minuti da quando è arrivato dal Galatasaray.

PRECEDENTI – Non è la prima volta che il Trabzonspor affronta una squadra italiana. Negli ultimi anni abbiamo assistito a parecchi incroci Italia-Turchia. In Champions League le Tempeste del Mar Nero hanno messo piede in seguito allo scandalo calcio-scommesse del 2011, che ha visto la squalifica al Fenerbahçe da parte dell’UEFA. Il ticket-europeo conquistato all’ultimo minuto non ha destabilizzato il Trabzonspor, che si è ritrovato nel girone con l’Inter.

inter trabzonsporGli azzurro-granata (nell’occasione in maglia bianca) hanno così sbancato clamorosamente San Siro, in uno 0-1 che a Trebisonda nessuno dimentica. Il ritorno, sempre nel girone, vedrà i nerazzurri di Milano bloccati sull’1-1 allo stadio Huseyin Avni Aker. Il Trabzonspor uscirà dunque a testa alta, imbattuto dal doppio scontro con un avversario italiano. La situazione si ripeterà due anni dopo: in Europa League la Lazio trova le Tempeste del Mar Nero nel proprio girone, e affronta la trasferta a Trebisonda con eccessiva leggerezza. E’ il giorno in cui inizia a splendere la stella di Yusuf Erdogan, in un match che verrà recuperato da Sergio Floccari: 3-3 il risultato finale, che andrà a sommarsi allo 0-0 all’Olimpico nell’ultimo appuntamento del girone.

VEDI: TRABZONSPOR-LAZIO 3-3, GLI HIGHLIGHTS

Non solo il Trabzonspor mantiene l’imbattibilità, ma si prende pure il primo posto nel gruppo. Una circostanza beffarda, che porterà gli azzurro-granata a pescare la Juventus appena eliminata dal Galatasaray. 2-0 a Torinopartita che vi abbiamo raccontato dallo Stadium la scorsa stagione – e 0-2 a Trebisonda, con gli uomini di Conte che passano il turno. Il Trabzonspor perde l’imbattibilità, ma si fa comunque rispettare. Ora tocca al Napoli: la storia è ancora tutta da scrivere.

STORIA – A proposito di storia, il Trabzonspor ha scritto parecchie pagine da ricordare nel mondo del calcio turco. Polisportiva fondata nel ’67, fusione di vari club locali, ha un occhio di riguardo verso il futuro. Con un complesso sportivo in costruzione su un’isola artificiale, il Trabzonspor pensa in grande. Per legittimare un passato comunque glorioso: 7 titoli ufficiali, con un ottavo sigillo mai concesso dalla Turkish Football Federation nonostante lo scandalo calcio-scommesse 2011 in cui è stato coinvolto il Fenerbahçe, il club turco può vantare un’usanza davvero spettacolare. In ogni partita, al 61′ minuto, scoppia la festa: il tutto per ricordare la conquista di Trebisonda da parte degli ottomani (ai danni dei bizantini) nel 1461. Non è un caso, infatti, che il club satellite del Trabzonspor si chiami proprio 1461 Trabzon. C’è poi un gemellaggio con il Drogheda United, club irlandese; il Trabzon risulta inoltre iscritto all’ECA, associazione di club europei, ed è salito al 57esimo posto nel ranking UEFA. E continua a voler crescere, lanciando talenti, soprattutto (per ora) nel calcio turco: Gokdeniz KaradenizBurak YilmazFatih Tekke e tanti altri sono passati proprio da Trebisonda prima di lasciare il segno altrove. Anche Teofilo Gutierrez ha trascorso qualche mese al Trabzonspor, prima di esplodere per davvero: i conoscitori di calcio sudamericano sapranno sicuramente di chi stiamo parlando.

Ma questa è solo una parte della storia del Trabzonspor. Il periodo d’oro del club azzurro-granata risale agli anni 70′-80′, in cui il club turco riuscì ad arricchire la propria bacheca con i 7 titoli citati sopra. Fino all’inattesa cavalcata del Bursaspor nel 2009, il Trabzon era l’unico club fuori Istanbul ad aver conquistato il titolo nazionale. Merito di una serie di uomini, autentiche figure leggendarie, che vengono tuttora ricordate con grande rispetto dalla tifoseria locale. L’ultimo idolo, Ibrahim Yattara, è un guineano che ha dato tutto per la maglia azzurro-granata negli anni 2000.

Ma se vogliamo scavare nel passato, troveremo altre autentiche icone di Trebisonda: come Huseyin Avni Aker, amministratore del club a cui il Trabzonspor ha intitolato l’attuale stadio, Ahmet Suat Ozyazici, uno degli allenatori di maggior successo da quelle parti. Come non ricordare i fratelli Arveladze: georgiani e sempre “stranieri” a Trebisonda, ma allo stesso tempo così a casa. Ora Shota allena il Kasimpasa, ma quando va in trasferta viene sempre accolto da scroscianti applausi. Così come Hami Mandirali, che ha traghettato il club l’anno scorso in un momento davvero difficile: era lui in panchina contro la Juve, ma prima di tutto era un’icona del Trabzon anni 80′, quello che vinceva tutto. Come Senol Gunes, ora in panchina al Bursaspor, ma per anni trascinatore del Trabzonspor, prima da giocatore poi da allenatore. Come non ricordare, poi, Mehmet Ali Yilmaz, molto più che un presidente: un uomo che ha regalato titoli a Trebisonda, città di periferia in Turchia, ma nel calcio seconda soltanto alla grandezza di Istanbul. Il Trabzonspor ha una grande storia, fatta di grandi uomini. Nonostante esista soltanto dal ’67, nato da una fusione pensata per uscire dal calcio dilettantistico, si può dire che sia uno dei club più blasonati di Turchia.

SOCIAL – Infine, chiudiamo il nostro report sul Trabzonspor con un’interessante iniziativa Social. Grazie alla pagina Facebook “TrabzoNapoli Official“, che promuove da parecchio tempo l’amicizia tra le tifoserie dei due club, si è creata una singolare sintonia ben prima che il sorteggio di ieri scegliesse di portare i ragazzi di YanalNapoli. “La pagina che ha creato l’amicizia tra i tifosi del Trabzonspor e quelli del Napoli” registra quasi 3mila “mi piace”, segno che il “match of friendship” che ci sarà a febbraio sarà vissuto in maniera davvero speciale. Una nota positiva, spesso rara nel mondo del calcio, che regala a Trabzonspor-Napoli una cornice di grande sportività. Noi ve la racconteremo così, come un match di vero calcio. Che vinca il migliore, allora. Anzi, speriamo di no – come disse il grande Nereo Rocco.