Storie di club – Akhisar Belediyespor, i nero-verdi di Akhisar e Manisa

La nostra rubrica storie di club è come sempre dedicata completamente al futbol anatolico. E oggi non poteva non raccontare la storia di un’incredibile realtà chiamata Akhisar Belediyespor.

L’Akhisar Belediyespor è una società di Super Lig con sede nella provincia di Manisa, ma soprattutto è una realtà particolare e unica nel panorama dei campionati calcistici d’élite, visto che tutto il club è in mano alla municipalità di Akhisar.

Sembra inverosimile e strano, però è tutto reale, come se da noi nella nostra cara Serie A, Carpi e Frosinone fossero gestiti dai rispettivi sindaci e non da imprenditori privati.
Tutto ciò dà ancor più valore al 6° posto in Super Lig, ad oggi occupato proprio da questa piccola compagine della provincia di Manisa, che nonostante il basso budget disponibile sta mettendo i bastoni tra le ruote alle big di Istanbul.
Ma quando e come ha avuto origine il fenomeno Akhisar Belediyespor?

Il club è legalmente e ufficialmente nato nel 1970, grazie alla maxi fusione di tre piccole squadre (Günesspor, Gençlikspor, Doganspor), che hanno dato vita all’attuale compagine nero-verde di Akhisar.
I primi anni calcistici passati sotto la guida del primo storico presidente Ataburut, sono scorsi via senza sussulti nelle leghe calcistiche amatoriali turche.
E nonostante parecchi cambi dirigenziali e tecnici, l’Akhisar Bld o l’Akigo (come così viene brevemente chiamato), non ha mai spiccato il volo verso competizioni più prestigiose.
Soltanto negli anni 2000 il club è riuscito a stabilizzarsi nel calcio professionistico turco, disputando finalmente il caldissimo derby della provincia di Manisa, contro gli acerrimi rivali calcistici del Turgutluspor.

Nel 2007-2008 la società nero-verde ha scalato un’ulteriore step, ottenendo un’insperata promozione in 2.Lig, grazie ai molteplici gol di Dogan Sahin, scatenando quindi l’entusiasmo di tutti gli abitanti del distretto, che hanno finalmente iniziato a riempire il piccolo Akhisar Sehir Stadyumu.

Nell’annata 2009-2010 la squadra reduce dalla salvezza nella 2.Lig 2008-09, ha clamorosamente inanellato vittorie su vittorie, che hanno portato gli Akigolar per la prima storica volta nella 1.Lig turca.

L’anno dopo la dirigenza per potenziare una rosa degna, che potesse non sfigurare nella seconda serie turca, ha tesserato per la prima volta giocatori stranieri come Diego Barcellos (ex attaccante di Figueirense, Sport Recife e Nacional), Maxwell Ofuyah (giovane talento scovato dal campionato nigeriano), ed il giovanissimo egiziano Tarik Amer.

Nonostante il basso rendimento dei ”foreign” o ”yabanci players” la salvezza a fine anno è stata conquistata, smentendo quindi gufi e detrattori, che davano l’Akhisar come la maggior favorita alla retrocessione diretta.

Il vero salto è avvenuto nel 2011-2012: i nero-verdi, dopo aver puntellato in estate la rosa con gli arrivi di Diego da Costa Lima e Gideon Adinoy Sani hanno compiuto un vero miracolo sportivo, compiendo una super cavalcata conclusasi con il 1° posto in 1.Lig, valso la prima storica e inaspettata promozione in Super Lig.

La festa ad Akhisar è stata unica e gli effetti si sono sentiti in tutta Manisa. Ma nell’estate 2012 una notizia shock ha parzialmente stupito tutti gli Akigolar: lo stadio Akhisar Sehir, vero tempio calcistico e fortino storico del club, da giugno 2012 è stato dovuto essere messo in disuso per sempre, mettendo fine ad un intero pezzo di storia dei nero-verdi.

Purtroppo le numerose ispezioni hanno messo in luce che adeguare questo piccolo stadio da 2900 posti sarebbe stato troppo costoso, così il direttivo del club ha optato di giocare temporaneamente allo stadio Manisa 19 Mayis, in attesa di nuovi progetti per un nuovissimo impianto altamente tecnologico.

Una volta sistemate tutte le pratiche tecnico-burocratiche, mister Hamza Hamzaoglu e gli scout del club hanno organizzato una campagna acquisti oculata che ha portato nella storica rosa, che avrebbe giocato nell’elite del calcio turco, gente come Theofanis Gekas, Kerem Bulut, Severin Brice Bikoko, Bruno Mezenga, Luciano Guaycochea e Ibrahima Sonko.

I tanti giocatori nuovi, molti dei quali sconosciuti, hanno trovato già da subito un’amalgama grazie al lavoro tecnico di Hamzaoglu, che quindi è riuscito a traghettare l’Akhisar verso una straordinaria impresa chiamata salvezza, scalzando dalle zone calde squadre toste come l’Istanbul, il Mersin e l’Orduspor dell’ex Inter Hector Cuper.

Nell’estate 2013 l’Akhisar, dopo aver perso un pezzo da novanta come Gekas, ha puntato nuovamente su acquisti low cost: hanno firmato con la piccola compagine di Super Lig giocatori come il figlio d’arte Alessandro Riedle, il senegalese Oumar Niasse, l’ex City Wato Kuate ed il bosniaco Ivan Sesar.

Anche questa volta i risultati sono andati ben oltre le aspettative: i nero-verdi guidati in campo dal confermatissimo coach Hamza Hamzaoglu, hanno ottenuto nel 2013-2014 (anche grazie ai tantissimi gol di Oumar Niasse), uno storico 10° posto in classifica in Super Lig.
Ma in piena estate due pesanti addii hanno minato la stabilità del club: Hamza Hamzaoglu ha deciso di lasciare da vincente la guida tecnica del club e poco dopo anche Oumar Niasse è volato in direzione Lokomotiv, lasciando in dote alla società turca una grandissima e riuscitissima plusvalenza.
Due perdite così importanti hanno stordito moltissimi fans e più di qualcuno ha pensato che queste mosse avessero sancito la fine della favola chiamata Akhisar Bld.

Invece la società come è sempre stata solito fare, si è mossa sotto traccia, ingaggiando Mr Resit Akcay, più buoni giocatori come Didier Zokora, Arnaud Djoum, Custodio, Saidi Ntibazonkiza, Luan, Lomana LuaLua ed il cavallo di ritorno Theofanis Gekas.

L’inizio della rinnovata squadra nella Super Lig 2014-15 è stato molto balbettante, fino all’arrivo in panchina di Roberto Carlos, che ha portato bel gioco, carisma e nuovi giocatori come il motivatissimo Ricardo Vaz Te.

A fine anno però, dopo che l’ennesima missione salvezza è stata compiuta egregiamente, Roberto Carlos ha lasciato l’incarico per provare nuove esperienze nel neonato super campionato indiano. Hanno lasciato Akhisar anche Didier Zokora (direzione Pune City Fc), Saidi Ntibazonkiza (al Stade Malherbe Caen), Gekas (all’Eskisehir), Ibrahima Sonko (direzione Harlow Town Football Club) e Ricardo Vaz Te.

Quest’estate, quindi, l’ennesimo banco di prova ha messo in mostra la qualità dei dirigenti del club, che oculatamente hanno preso Hugo Rodallega (ex prolifico bomber di Wigan e Necaxa), Sami (dal Porto), Landry N’Guemo (dal Saint Etienne) e Milan Lukac.

In panchina invece si è seduto l’ex coach di Goztepe e Karsiyaka Cihat Arslan, un uomo che è molto abile ad allenare squadre che devono giocare con il ruolo da outsider.

Per l’ennesima volta quindi oculatezza, progetto tecnico, gestione sana e budget basso stanno pagando, visto che tuttora il club, anche grazie alle straordinarie giocate di un ritrovato Hugo Rodallega, sta navigando in alte posizioni con ritmi da Europa League.

Noi ad oggi non sappiamo se la società nero-verde riuscirà mai ad andare a vincere la Super Lig, o a giocare in Europa, ma una cosa è certa: grandi piccole storie come quella dell’Akhisar mantengono viva la romanticità di questo sport, tenendo noi appassionati del pallone attaccati a questo magnifico gioco con amore, passione e adrenalina.

Lascia un commento