Seconda Pelle: i galli di Denizli

Benvenuti all’ultimo appuntamento con Seconda Pelle, oggi si chiude la prima annata della nostra rubrica sulle maglie turche e concludiamo con l’ultima squadra che ci manca da analizzare: il Denizlispor.

La prima maglia del Denizlispor presenta un design molto semplice a strisce nere e verdi, questo design ricopre anche le maniche. Sul petto troviamo lo stemma del club, il marchio Umbro e lo sponsor Aydem in bianco. Il colletto a V è interamente verde. I pantaloncini sono neri con dettagli verdi e bianchi così come i calzettoni.

La seconda maglia, invece, è suddivisa con un design a scacchi neri e verdi. Seguendo il pattern, una manica è nera e una è verde mentre gli sponsor rimangono in bianco. I pantaloncini e i calzettoni sono gli stessi della prima divisa.

La terza maglia è forse quella più strana. Il colore dominante è il verde, ma non scuro come nei due casi precedenti, questa volta è quasi verde fluo e avvolge l’intera maglia. Il nero ricopre solo il particolare inserto a linee “a zigzag” che avvolge la parte superiore della maglia e il dettaglio al centro del colletto. Lo sponsor resta in bianco e i pantaloncini in nero.

La quarta maglia è bianca con delle sottili strisce nere e verdi che percorrono la parte centrale. I bordi delle maniche sono neri così come gli inserti sul colletto. Due dettagli verdi delimitano la zona delle strisce separandola dal resto della maglia. I pantaloncini sono bianchi con dettagli neri.

Anche per oggi è tutto, approfitto di questo spazio finale per ringraziare tutti i lettori di Seconda Pelle che, come me, restano affascinati ogni volta nel vedere le maglie di altri campionati e altri paesi; grazie per avermi seguito in questo lungo anno nel quale sono cambiate molte cose (a partire dal sito stesso!).

Seconda Pelle quindi finisce qui, riprenderà probabilmente a fine estate quando ripartiranno i campionati e le nuove maglie saranno state presentate, io vi saluto e spero di ritrovarvi la prossima stagione pronti a ricominciare il viaggio.

Giovanni Sala