Top Player – Aprile 2015: Pierre Webo, il leone del Fenerbahçe

Un leone nella tana dei canarini. Questo (e molto altro) è Pierre Webo, autentico trascinatore di qualsiasi squadra per cui abbia vestito la maglia ed ora riserva di lusso del Fenerbahçe. E’ lui il nostro ‘Top Player‘ di aprile 2015: la sua storia ha vissuto un altro capitolo davvero speciale in questo mese, con una risposta sul campo ai teppisti dell’agguato di Trebisonda.

COMBATTENTE – Per completezza d’informazione è giusto farvi sapere che il suo nome completo sarebbe Pierre Achille Webò Kouamo: nato a Bafoussam tecnicamente nel 1982, l’attaccante muove i primi passi della carriera nelle academy del Continente Nero. Già qui si nota qualcosa di diverso in Webo. Il percorso lineare di un qualsiasi giocatore africano vede spesso l’emigrazione nell’Europa, ancora adesso (ma non lo sarà per sempre) epicentro del calcio mondiale. Ecco, il piccolo Pierre Achille nel 2000, all’età di 18 anni, prende un volo per il Sudamerica. Destinazione, Uruguay.

TODA JOIA – Dal Nacional ha inizio la vera carriera professionistica della punta ora al Fener. Dopo un paio di stagioni, però, è giunto il momento del salto europeo. Arriva l’Osasuna, offerta accettata ed ecco il nostro Leone a Pamplona, pronto a lottare come e più dei tori locali. Pierre trova una vera e propria casa nella Navarra, a suon di gol e prestazioni che gli portano anche le sirene della Nazionale del Camerun. Così come quando Webo porterà i suoi gol a Mallorca, nel 2007. Pierre non è un ragazzo come gli altri: piuttosto che cambiare sistemazione di frequente, preferisce scegliere un ambiente in cui trovarsi alla perfezione. Lo è stato per l’Osasuna, così sarà per il Real Mallorca: alle Baleari si ricordano ancora dei bei tempi in cui l’attacco dei biancorossi era nelle sue mani (o meglio, nei suoi piedi). Soddisfacente l’apporto di Webo, unico vero attaccante capace di far offuscare i ricordi di un colosso come Samuel Eto’o, idolo della tifoseria dell’isola.

8 ANNI DI SPAGNA – Certo che tutte queste stagioni a colpi di maracas e gol sono impossibili da dimenticare. Aggiungendo ulteriori clichè, dai tori di Pamplona alla movida di Mallorca si è visto tutto il valore di un ragazzo che ce l’ha sempre messa tutta. Ottenere la cittadinanza spagnola è un gioco da ragazzi, per i molti calciatori transitati anche solo una stagione dalla penisola iberica: ne sa qualcosa Pozzo, presidente dell’Udinese che comprò il Granada pressoché solo per quello. Ma questa è un’altra storia. Webo dimostra di meritare il suo passaporto spagnolo dopo ben 8 anni trascorsi nella Liga. Ed è forse, tra tutti, uno dei calciatori ad essersi meglio integrato e ad aver meglio compreso i meccanismi del campionato spagnolo. Dopo 8 anni, però, è venuto il momento di cambiare aria.

COSE TURCHE – Come avrete capito, la storia di Pierre Achille prosegue in Turchia nell’estate 2011. Bastano 750mila euro a portare Webo in Super Lig: a pagarli però non è un top club, ma il modesto Istanbul BB. Club di proprietà della municipalità della ex-Costantinopoli, gioca in un’atmosfera surreale: il gigantesco Stadio Olimpico Ataturk, quasi sempre vuoto. Pochissimi tifosi, a parte i Gufi Grigi, gruppo di cui si potrebbe parlare per ore senza averne capito molto. Ecco, è proprio qui che Webo si rigenera e ritrova ciò che sembrava perso nell’ultimo anno alle Baleari: all’Istanbul BB mancava soltanto un ariete come lui. Non ci mette molto Pierre ad adattarsi al nuovo campionato: in un anno e mezzo il suo valore esplode. I numeri non sono tutto, ma 15 gol alla prima stagione valgono un ottimo biglietto da visita. Quell’esordio da brividi con gol al Galatasaray non verrà dimenticato dalla dirigenza del Fenerbahçe, che offre 3 milioni all’Istanbul BB e lo porta sulla parte asiatica del Bosforo.

STAGIONE D’ORO – E’ il 2012-2013, è l’anno d’oro di Webo: 19 gol tra campionato, coppa ed Europa League. Pesantissimo quello alla Lazio, che sancirà l’eliminazione della squadra italiana dalla competizione. Ancora di più, l’istantanea della sua esultanza dopo il gol è diventata un’icona della sua carriera: sempre a combattere, pronto a ruggire, anche se in teoria i Leoni di Istanbul sarebbero quelli giallorossi del Gala. Ma la storia parla per lui: Webo sarà tra i protagonisti del titolo del Fenerbahçe l’anno successivo, coronando una carriera con un trofeo ricco di significati.

CONTRO TUTTO E TUTTI – Già, perché il Fenerbahçe l’estate 2013 riceve l’enorme batosta dalla UEFA: una squalifica di 2 stagioni a causa dei fatti del calcioscommesse 2011, per cui il club era già stato escluso una stagione. Insomma, un momento in cui gran parte della squadra avrebbe potuto impacchettare le valigie ed andarsene. Ersun Yanal invece, dopo la sconfitta in Supercoppa contro gli arci-rivali del Galatasaray, promette che quel gruppo sarebbe andato lontano. Così è. Niente Europa, ma il titolo arriva già ad aprile. Già, aprile. Un anno dopo, siamo qua a parlare del campionato, ancora estremamente aperto e con tutte le tre “big” in lotta. Grazie a chi? Ovviamente a Webo. Ora è riserva di lusso, ma due sue reti sono risultate estremamente decisive in questo mese. Sempre contro tutto e contro tutti: l’agguato al pullman del Fenerbahçe lo ha scosso più di chiunque altro, portandolo a vendicarsi sul campo contro il Bursaspor. Un grande attaccante, ma soprattutto un grande uomo. Un Leone, nella Istanbul giallo-blu.

P.S.: E il futuro del Leone? Ah, dimenticavo: l’Istanbul BB ha cambiato nome, ora è Basaksehir ed è al quarto posto in classifica, in piena corsa europea. Inutile dire che un pensiero al grande ex sia più che ricorrente da quelle parti. Così come a Mallorca, dove manca tanto la Liga e il recente arrivo di Riera non è bastato a risollevare il club delle Baleari. Webo va in scadenza il 30 giugno: niente rinnovo al Fenerbahçe, l’attaccante sembra pronto a cambiare aria. Verso dove? Ancora non si sa.