Fernandão, i retroscena del capo-cannoniere di Turchia: Eduardo Uram re del mercato

Torna costantemente la Super Lig turca, torna così anche la nostra rubrica Top Player, con il personaggio del mese di Febbraio 2015. A dominare l’approfondimento mensile di calcioturco.com è stato, stavolta, José Fernando Viana de Santana, al secolo Fernandão, bomber del Bursaspor e capo-cannoniere, al momento, del campionato turco. Non senza ombre, parecchie, provenienti dal Brasile e da un uomo chiamato Eduardo Uram.

FUTEBOL POCO BAILADO – Non è una storia come le altre, quella di Fernandão. Ormai eravamo abituati bene, a racconti romantici provenienti dal Brasile, terra cariocapaulista ricca di contrasti e sfumature appena percettibili. Fernandão fa parte di questa realtà, ne è nato e cresciuto. Eppure, nella sua crescita – e forse anche nella sua iniziale mancata esplosione – c’è ben poca atmosfera di samba, racconti di street futebol (pronunciato fu-ci-bol), joga bonitofutebol bailado. Nel suo sviluppo da atleta, come tanti altri brasiliani, c’è il massiccio intervento da parte di personaggi ambigui alla caccia di soldi: stiamo parlando di OTP, fondi di investimento, commistioni tra procuratori, agenti e altre mani invisibili che purtroppo è impossibile non considerare.

eduardo uram

PARCEIRO DE MI VIDA – La storia di Fernandão inizia tra le mani di Eduardo Uram (foto qui sopra), intermediario, procuratore, o meglio parceiro, come funziona in Brasile: non è soltanto l’agente di un giocatore, controlla anche (spesso direttamente) partecipazioni di alcuni club. Come raccontato da un articolo del giornalista Pippo Russo (pezzo illuminante, purtroppo rimosso e non più reperibile online), l’impero di Uram è in contatto continuo con tutte le realtà ricche di soldi, prima fra tutte la Cina. Con un unico comune denominatore, il Tombense, club brasiliano attorno a cui il giro di contanti si fa più fitto e misterioso. Senza alcun romanticismo, dunque, la storia di Fernandão nasce proprio lì, nel club controllato da Uram, guarda caso procuratore dello stesso attaccante. Coincidenze? Un po’ troppe.

Fernandão, al Tombense – club che milita nelle divisioni minori brasiliane – non giocherà pressochè mai. La sua carriera, iniziata nel 2008 sotto gli occhi sapienti di Uram, vanta quasi un prestito all’anno: secondo le leggi del mercato, più si muove un giocatore e più risulta facile ottenere vantaggi economici dalle varie transazioni.

NEL SEGNO DI URAM – L’agente manda così Fernandão in prestito per il Brasile per diversi anni. Il numero di maglie cambiate dal nostro Top Player di febbraio 2015 è impressionante: FlamengoVolta RedondaMacaéPaysanduDemocrataGuarani. Finalmente, nel 2012, al Palmeiras (sempre in prestito) l’attaccante classe ’87 inizia a mettersi in luce per davvero. Il Tombense ottiene 600mila euro e lo cede all’Atletico Paranaense, che però (ovviamente) lo manderà a sua volta in prestito al Bahia.
Rientrato alla base, Fernandão viene di nuovo trasferito, in prestito biennale con diritto di riscatto (ancora da pagare): stavolta lontano dalle spiagge brasiliane. Entra nei giochi il Bursaspor, e qui tutto cambia.

fernandao bursaspor

TURKISH DELIGHTS – Fernandão arriva così a Bursa in punta di piedi, da perfetto sconosciuto, lo scorso inverno. A gennaio 2014 sono in molti a chiedersi chi sia la punta arrivata dall’Atletico Paranaense, così come se sia davvero il caso di riscattarlo per quasi 6 milioni, cifra ritenuta (persino ora) molto alta. Ma Eduardo Uram ne sa una più del diavolo ed ha trovato nell’esperienza in Turchia l’alchimia perfetta per far esplodere finalmente il talento di Fernandãoche in dodici mesi vede aumentare clamorosamente il proprio valore a suon di gol e prestazioni di alta qualità. Secondo il database di Transfermarkt, l’attaccante carioca è passato da 400mila euro a 4,2 milioni: il tutto a Bursa, con la maglia dei Coccodrilli Verdi.

Ora il popolo dei Timsahlar è conquistato dai suoi gol: andato in doppia cifra già la scorsa stagione con soli 5 mesi a disposizione, Fernandão è diventato una garanzia assoluta in Super Lig. Quest’anno l’attaccante è a quota 13 reti, capo-cannoniere e condottiero della truppa di Senol Gunes che sta stregando la Turchia con un gioco veloce e spumeggiante. Ora quei 6 milioni da pagare all’Atletico Paranaense non sembrano più una follia, anche se il Bursaspor, club sotto osservazione UEFA (e già squalificato per la prossima stagione) in ottica Fair Play Finanziario, sembrerebbe più orientato a sedersi di nuovo attorno ad un tavolo per parlarne con calma.

SIRENE DI MERCATO – In queste condizioni Eduardo Uram sguazza come non mai: il parceiro del Tombense è scatenato, con il telefono sempre caldissimo tra le mani. La stampa turca non ha dubbi: già contattato il Galatasaray, per piazzare un colpo estivo che avrà il via libera in caso di mancato riscatto da parte dei Coccodrilli VerdiUram si frega le mani, pronto ad incassare l’ennesima commissione d’oro. Fernandão sembra perfetto per la Super Lig ed allo stesso tempo per aiutare il suo agente a piazzare un altro affare.

Stavolta, a Top Player le atmosfere di calcio romantico lasciano ben poco spazio all’interpretazione. Ma il mercato è anche questo, una cascata di soldi che continua a girare. Nel mezzo, la passione dei tifosi di Bursa che ancora sperano di vedere Fernandão infiammare la nuova Timsah Arena, stadio pazzesco a forma di coccodrillo ormai ad un passo dal compimento, pronto ad essere inaugurato all’inizio della prossima stagione. Eppure la storia di Uram ci insegna ben altro: il futuro di Fernandão sembra orientato all’ennesimo cambio di casacca. All’insegna del denaro, quel filo conduttore che accompagna il bomber dalla sua prima firma al Tombense.