Top Player – Marzo 2015: Mehmet Ekici, il maestro delle punizioni

Dopo un mese ricco di emozioni, che purtroppo ha visto la Turchia salutare l’Europa League, ci ritroviamo con la nostra consueta rubrica Top Player. Cercando di capire chi ha inciso di più in Turchia, oppure all’estero, con la bandiera della Turchia sempre in mente. Stavolta la scelta ci appariva già chiara due settimane fa: difficile non pensare a Mehmet Ekici, l’uomo che sta incantando il Trabzonspor con una media-gol su calcio piazzato da sballo.

GASTARBEITER – Per comprendere meglio la storia di Ekici, però, è necessario fare un passo indietro. Il centrocampista delle Tempeste del Mar Nero, indiscusso protagonista di questa stagione di Super Lig, non ha avuto un percorso come tutti gli altri. Nato a Monaco di Baviera, in Germania da genitori turchi (quante volte avrete letto questa frase su calcioturco.com?) Mehmet Ekici cresce nelle accademie di calcio tedesche, diviso (come tanti altri giovani figli dei cosiddetti gastarbeiter) tra la nazionalità del paese che lo ospita e le tradizioni di famiglia. A dire il vero, all’inizio Ekici non ha dubbi: cresciuto in Baviera e dotato di un talento fuori dal comune, viene notato dagli osservatori della Nazionale tedesca fin dai primi passi nel vivaio del Bayern. E così il giovane Mehmet raccoglie diversi gettoni di presenza nelle giovanili della Germania, fino al 2010, anno in cui il classe ’90 lascia la Baviera per la prima volta.

DA MONACO A BREMA – Ma facciamo un passo indietro. Definito bimbo prodigio nella cantera del BayernEkici è chiaramente uno dei migliori prodotti della scuola tedesca negli ultimi anni. Ce ne sono tanti altri, d’accordo: però è indubbio il valore del giocatore, che forse ha perso qualche occasione di troppo ad inizio carriera, con questa maturazione arrivata un po’ tardi. Ma questa è un’altra storia. Ad inizio carriera in Germania non avevano troppi dubbi su di lui: pronti a dargli una chance, come nello stile migliore della BundesligaEkici incanta tutti, nelle giovanili del Bayern. Così il Norimberga punta su di lui, nel 2010: un’annata da incorniciare, che gli vale la corte del Werder Brema. A Norimberga il giovane Mehmet gioca almeno in 4 ruoli diversi, offrendo 11 assist in una stagione da incorniciare. Poi il passaggio a Brema, con Monaco di Baviera che resta così nel suo passato. Il Werder sborsa 5 milioni: Ekici passa definitivamente in maglia bianco-verde, dove però qualcosa si rompe.

RISE & FALL – Le aspettative sul ragazzo erano altissime: d’altronde un trequartista, ogni volta che gioca, viene paragonato ai migliori del mondo. Non è facile per EkiciBrema: i numeri spiegano solo parzialmente il flop del turco-tedesco al Werder, ed i motivi che lo hanno allontanato dalla Nazionale tedesca, a quel punto non più interessata a lui. Si può parlare di flop? Forse sì. Nelle stagioni a Brema Mehmet raccoglie poco più di 2000 minuti, molti meno di quelli giocati nell’annata d’oro di Norimberga. Col senno di poi, pure meno di quanti ne ha raccolti finora a Trebisonda. Fatto sta che Ekici, il bimbo prodigio della scuola tedesca, finisce nel peggiore dei momenti. Quello in cui la conferma del talento viene leggermente a mancare, messa da parte e chiusa da insicurezze e difficoltà che il ragazzo non ha superato prima dei 24 anni. Si può dire che Mehmet Ekici ha perso la Trebisonda. Per ritrovarla non c’era altro modo che andarci.

TRABZONSHOW – In patria Ekici viene accolto bene. Lui che a novembre 2010 sorprese tutti, scegliendo la Turchia invece che la Germania. Da anni la stampa turca farneticava di un suo possibile approdo ad Istanbul, ma Ekici ha le idee chiare. Scartato da tutti, vuole ripartire dal basso. Da Trebisonda, città che lo accoglie a festa. “Devi provare l’hamsi, ti farà diventare più forte!”. Pare davvero che l’acciuga del posto abbia poteri traumaturgici: chissà se è vero, fatto sta che Ekici al Trabzonspor trova una serie di fattori che lo rilanciano completamente. L’ambiente gli permette di trovare la rete ben 10 volte, con 12 assist che già superano il suo record in carriera ottenuto a Norimberga. La più grande sorpresa però è un’altra: in tutti questi anni un suo talento era rimasto nascosto chissà dove. Appreso e coccolato, con cura, negli anni a Monaco di Baviera. Stiamo parlando della sua clamorosa abilità nei calci di punizione.

PIRLO? – Con 6 reti su punizione messe negli ultimi mesi, Ekici ha già eguagliato il record stagionale di Andrea Pirlo del 2011. Entrambi restano al di sotto dell’attuale stagione di Hakan Calhanoglu, un altro turco dal “discreto” talento. Ekici però, a differenza dei “colleghi”, ha avuto pochissimi tentativi a disposizione, raccogliendo di fatto il massimo da qualsiasi situazione. E non solo: il maestro, come ormai viene battezzato dai tifosi del Trabzonspor, ha arretrato di qualche metro il suo raggio d’azione. Non è più solo un trequartista, ma si è evoluto come regista: la stessa trasformazione che ebbe proprio Pirlo nei suoi primi passi al Milan. Il paragone è pesante ma potrebbe rivelarsi interessante: Ekici ha soli 25 anni, dunque come regista potrebbe tranquillamente reggere per diverse stagioni. L’ex-Bayern presenta caratteristiche diverse, più dinamiche, che hanno attirato sirene da altri club turchi. La sua partita contro il Mersin, lo scorso 9 marzo, è un biglietto da visita disarmante. Da vero Top player, almeno per la Super Lig turca. Ora ad Istanbul lo vogliono tutti: questo è poco ma sicuro.